Impennata del Mercato dell’Energia… e le Nostre Bollette?

Prezzi Record per Luce e Gas, e il nuovo anno potrebbe riservare spiacevoli sorprese.

Anche quest’anno i prezzi dell’energia sono saliti alle stelle.

L’estate ha visto i soliti aumenti dovuti alla domanda crescente, causata dall’intenso uso di condizionatori, ma in generale questo è stato un anno molto caro.

Complici i vari rincari, la siccità, lo spegnimento di centrali nucleari e la ripresa dei consumi nazionali, il 2018 ha visto un aumento di prezzi medio non indifferente: +5%

Fortunatamente non siamo ancora arrivati al prezzo medio nazionale del 2013, ma il 2018 si è dimostrato essere l’anno più caro degli ultimi cinque, e il 2019 non promette bene.

Se infatti quest’anno è stato più caro dell’anno precedente 11 mesi su 12, nel 2019 i prezzi saranno più alti del 2017 tutti i mesi dell’anno, e non poco.

Fortunatamente però da agosto a dicembre saranno più bassi di quest’anno, lasciando un po’ di respiro per il Q4: gli ultimi 3 mesi dell’anno.

Ma queste sono chiaramente proiezioni, staremo a vedere quanto attendibili.

Come si vede nell’istogramma precedente poi, gennaio pare altalenare prezzi incredibilmente alti e incredibilmente bassi anno dopo anno. Carissimo nel 2017 ed economico nel 2018 si prevede un picco record verso l’alto a inizio 2019, quindi prepariamoci: da capodanno si inizia a risparmiare.

E se le previsioni fossero esagerate avremo qualche soldo in più in tasca.

Basta confrontare il report di agosto e settembre per farsi un’idea dell’affidabilità dei numeri quando si parla di futuro.

La CO2 costa di più: conseguenze

Dato invece con duplice interpretazione è quello sui prezzi della CO2, tra gli elementi inquinanti che più saturano l’atmosfera.

L’inquinamento e il surriscaldamento globale sono ormai il tema caldo dell’anno – scusate il gioco di parole – e questo si proietta anche nei fatti.

Inquinare costa sempre di più, come è giusto che sia. Prediligere fonti rinnovabili fa risparmiare lo stato, le aziende che inquinano (energetiche, industrie e molte altre) e in ultima istanza i cittadini del paese. Perchè è proprio qui la cattiva notizia.

L’energia di cui tutti ci approvvigioniamo è composta in parte da fonti rinnovabili. Ma questa è troppo piccola per non farci sentire il fardello dell’anidride carbonica: un gas molto pesante sui nostri portafogli.

Nelle aste per la CO2 infatti le aziende europee che ne emettono comprano la possibilità di inquinare, e più questo costo sale più di conseguenza costerà il prodotto o servizio inquinante in oggetto, in questo caso l’energia.

Questa volta se non altro non dovremo pagare per i morosi, nè dovremo pagare per far risparmiare le grandi aziende.
Pagheremo per salvare qualcosa di molto più grande e che ci riguarda tutti: il nostro pianeta.

 

Da dove arriva l’energia del nostro mondo?

da dove proviene l'energia

Il globo è diviso in precisi settori quando si parla di energia. E la tecnologia dei satelliti ci permette di osservare la mappa dell’energia

Il nostro mondo ha bisogno di tanta energia per funzionare.

Le energie sono tante, dai combustibili fossili a quelle rinnovabili, fino alla nucleare. E ognuna di loro deve venire prodotta da qualche parte, in qualche stato.

Ma dove di preciso?

È stata la Nasa a rispondere a questa domanda, attraverso un lungo lavoro del 2012 basato su fotografie scattate da 400 differenti satelliti in orbita intorno alla Terra.

energia prodotta sulla terra

Il risultato è stata un’immagine da cui si può vedere una chiara distinzione della produzione energetica nei diversi stati e continenti.

E da qui è anche possibile inquadrare altri due elementi:

  • sviluppo economico-industriale di un dato paese
  • densità di popolazione in una certa area

Se sarà presente un’elevata densità di illuminazione, come negli Stati Uniti, vorrà dire che si tratterà di un’area con molta richiesta energetica: perciò tante persone e tante industrie.

Al contrario, come in Centro-Africa, i puntini sono molto distanti o quasi assenti, traducendosi in una scarsa domanda energetica e industrie pressochè assenti.

Scendiamo nel particolare

Da questa immagine si ricava un quadro energetico ancora poco dettagliato.

Come abbiamo detto, le tipologie di energia sono tante; perciò la loro distribuzione sulla Terra sarà differente in base a dove ci sposteremo.

Ecco che corre in aiuto GoCompare.com, un sito interattivo che mostra il nostro pianeta illuminato in modo diverso a seconda dell’energia selezionata: non rinnovabile, nucleare o rinnovabile.

E noi vogliamo mostrarle tutte.

COMBUSTIBILI FOSSILI

energia prodotta sulla terra

La mappa dei combustibili fossili è sicuramente la più luminosa di tutte. Questo dimostra come ancora oggi il mercato energetico mondiale sia dominato in larga parte da fonti non rinnovabili e dannose per il nostro pianeta.

Queste fonti rappresentano due terzi della richiesta energetica globale, ma per fortuna pare che la loro presenza stia diminuendo con il trascorrere del tempo.

In ogni caso è chiaro come Stati Uniti, Europa, Medio-Ordiente e parte dell’Oriente abbiano un dominio indiscusso nel panorama energetico di oggi.

ENERGIA NUCLEARE

energia prodotta sulla terra

Situata in centro e molto luminosa non fa che saltare subito all’occhio: la Francia è il primo paese al mondo per produzione di energia nucleare, con il 74% di tutto il mix energetico della nazione.

Totalmente opposti sono Italia e Giappone ad esempio, dove la presenza di nucleare è assente, per il risultato di un referendum per il primo e per un disastro nucleare per il secondo.

In Europa la produzione nucleare si mantiene comunque alta rispetto alle altre fonti, specialmente nelle regioni nordiche:

  • Belgio 51%
  • Svezia 43%
  • Ungaria 51%
  • Slovacchia 55%
  • Repubblica Ceca 35%
  • Finlandia 33%

Globalmente l’energia nucleare rappresenta il 10% della richiesta energetica.

ENERGIA RINNOVABILE

energia prodotta sulla terra

Sull’aspetto rinnovabile, si può trovare anche qui una distribuzione eterogenea nelle varie zone del mondo, specialmente per quei paesi non illuminati in nucleare e combustibili fossili.

L’idroelettrico è la maggior fonte di energia rinnovabile mondiale, ampiamente sfruttata in Brasile e Canada. A seguire c’è il solare, dove il primato spetta alla cara Italia che sfrutta energia rinnovabile per il 40% dei suoi consumi; e infine l’eolico.

L’energia rinnovabile sta trovando una forte crescita in questi ultimi decenni, spinta sia da grandi aziende come Tesla che dalla volontà degli stati di salvaguardare l’ambiente dall’inquinamento.

Tariffe energetiche 2008-2018: la corsa degli aumenti. Esiste una soluzione?

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Negli ultimi 10 anni le bollette energia hanno avuto un +70 euro, quelle del gas +30 euro. Tanta colpa spetta ai pesanti oneri di sistema

Aumenti.

Pare ormai diventata una parola ben conosciuta da tutte le famiglie italiane, con non poca amarezza. Di anno in anno le tariffe energetiche e non solo hanno incontrato diverse crescite di percentuale, con un risultato tutt’altro che indifferente.

È stato il Codacons a rivelare le cifre attraverso uno studio di mercato delle bollette di luce e gas lungo 10 anni.

Dalla ricerca è emerso che una famiglia tipo nel 2008 aveva una spesa ben inferiore rispetto alle cifre che oggi vengono presentate ogni anno in busta a tutti i consumatori.

In particolare, nel 2008 il prezzo annuo medio di luce e gas era rispettivamente:

  • 464 euro
  • 1012,2 euro

Oggi questi sono ben distanti dai loro corrispettivi di 10 anni fa, forse troppo distanti. Con esattezza, nel 2018 luce e gas hanno trovato un aumento annuo di:

  • +69,7 € raggiungendo i 533,73 euro
  • +29,8 € raggiungendo quindi 1042 euro

Numeri che parlano chiaro: a partire dal 2008 ad oggi vi è stato un innalzamento del 15% per le bollette di energia elettrica.

La corsa degli oneri

Gran parte della responsabilità di questa salita di prezzi va indubbiamente agli oneri di sistema. Nel 2008 tali voci pesavano, rispettivamente per luce e gas, del:

  • 22,1%
  • 37,7%

Facendo un balzo in avanti di 10 anni, oggi i numeri sono cambiati, purtroppo in peggio per i consumatori:

  • 35,78% luce
  • 42,5% gas

Ecco che con dati alla mano, si può vedere un +13,78% per la bolletta energetica, mentre un +4,8% per quella del gas. Tutto a scapito degli italiani.

Si tratta di aumenti tutt’altro che trascurabili e che stanno portando sempre più alla difficoltà di numerose famiglie nel riuscire a essere in regola con i pagamenti, portando anche a casi di morosità “costretta”, causata da situazioni di difficoltà economiche.

La formula per il risparmio

come combattere aumenti in bolletta

Noi di uBroker siamo coscienti delle crescenti difficoltà economiche affrontate dai tanti italiani per riuscire a saldare tutto il prezzo delle bollette. Per questo la nostra azienda si è impegnata a lungo per trovare una soluzione definitiva a questo problema.

Ecco perchè nel 2015, con grande intuizione e capacità imprenditoriale, uBroker è riuscita a trovare una risposta definitiva, il progetto ZERO:

un programma di risparmio, aperto a tutti, totalmente gratuito, con il grande obiettivo di far risparmiare gli italiani

Questa può essere la perfetta descrizione del nostro progetto, capace di trasformare 100 euro in 50, 20, 10, zero! E non si tratta di magia, ma pura matematica.

Con ScelgoZero il risparmio è garantito.

Quanto Consuma lo Stand-By? La Spesa Nascosta in Tutte le Bollette

Gli oggetti elettronici più costosi in casa propria durante lo stand-by. Impianti audio e computer tra i più energivori

I dispositivi elettronici presenti nelle varie abitazioni sono aumentati rispetto agli anni passati. E la loro crescita negli spazi domestici porta con sè un aumento del consumo energetico.

Può capitare di controllare la propria bolletta e restare stupiti di alcune cifre non giustificate dal consumo reale. A volte può sorgere il dubbio che ci sia stato un problema da parte del fornitore oppure di avere un elettrodomestico guasto che consuma più del dovuto.

In realtà nella maggior parte dei casi la colpa cade tutta sulle numerose “spie rosse” sparse per la casa: lo stand-by.

Quanto consuma? costa molto all’anno? E’ bene staccare la presa dopo l’utilizzo dell’apparecchio?
Proviamo a rispondere a queste domande per capire come gestire al meglio lo stand-by.

Quasi 100 Euro di stand-by all’anno

È importante sapere che lo stand-by è caro e di conseguenza non deve essere sottovalutato. Può infatti portare spese fino a 100 euro all’anno e in alcuni casi anche oltre.

Ogni apparecchiatura ha il proprio consumo anche quando non è utilizzato. Questo dipende dalle varie funzioni da mantenere attive e dall’età dello strumento: più è vecchio, più consuma.

Di seguito sono riportati dei grafici che analizzano il consumo in stand-by di diversi dispositivi.

stand-by dispositivi quanto consuma

stand-by dispositivi quanto consuma

Da questi dati è chiaro che ci sia un grande divario tra il consumo dei vari oggetti e con loro anche la relativa spesa annua.

Considerando una media di Watt (linea blu) si può vedere come gli oggetti più “esigenti” di energia siano gli impianti audio, modem internet/decoder, e il proprio pc, portatile o fisso.

È naturale che per alcuni degli oggetti in elenco non sia possibile staccare la spina, come appunto il router per la linea internet e telefonica. Ma per la maggior parte di questi, è sufficiente una ciabatta multipresa con interruttore on/off da cui poter controllare più stand-by insieme.

In questo modo le decine di euro mostrate nei due grafici di sinistra possono restare nelle vostre tasche.

La spina attaccata non è sinonimo di consumo

Tuttavia non tutti gli apparecchi con una presa consumano energia da spenti. Ne è un semplice caso quello della lavastoviglie:

Da questi dati  forniti da una ricerca del Politecnico di Milano basati su diversi campioni, è facile notare come nel periodo di inattività notturno il consumo sia a zero. Come la lavastoviglie, anche il forno o la lavatrice non richiedono energia quando sono spente.

Ben diversa è la situazione per i televisori, come mostrato in questo secondo grafico:

consumo energetic stand-by

Su 89 apparecchi monitorati, si può vedere come il consumo non vada mai a toccare lo zero. Anzi, non scende mai sotto i 5 Watt di consumo. Questo perchè un televisore ha una costante richiesta energetica con la presa attaccata, facendo così lievitare la bolletta anche di notte.

Risparmiare sullo stand-by è un ottimo modo per ridurre il proprio prezzo in bolletta, anche insieme a molti altri utili consigli.

È importante quindi sapere che la “spia rossa” non è così innocua come sembra, ma basta davvero poco per avere la meglio.

Quanta Energia consuma Bitcoin?

bitcoin quanta energia consuma

Gli enormi consumi energetici delle criptovalute sono alti e in costante crescita. Potrebbe essere un problema per il futuro?

Bitcoin è un nome che è stato ripetuto molte e molte volte lungo il corso di questi mesi. La celebre criptovaluta ha guadagnato la sua fama per essere una moneta virtuale, senza un corrispondente materiale quindi, che dal 2009 ha lasciato spesso il mondo a bocca a perta per i suoi alti e bassi di prezzo, anche detta elevata fluttuazione di valore.

Esiste però una questione legata alla criptomoneta che sembra passare fin troppo in secondo piano: il suo impatto energetico.

Questo dato, agli albori del sistema poteva anche essere tralasciato vista la sua minima diffusione. Ma ad inizio 2018, quando bitcoin è sulla bocca di tutti, i numeri hanno raggiunto valori preoccupanti. Tanto da raggiungere il consumo di intere nazioni.

1 bitcoin  = montagne di energia

Prima di parlare dell’elevata richiesta energetica del sistema, è utile chiarire come mai i bitcoin, come molte altre criptovalute, richieda energia per funzionare.

Non è necessario essere informatici per comprenderne il procedimento:

  • Bitcoin non ha una banca centrale che controlla e verifica tutte le transazioni effettuate nel mondo; perciò questo compito è affidato alle persone
  • queste, per verificare i blocchi di transazioni (1 blocco ogni 10 minuti), devono mettere a disposizione i loro computer per effettuare calcoli impegnativi, necessari per la sicurezza
  • ua volta che il più veloce verifica l’ultimo blocco, e dopo che viene confermato da tutti (difficile verificarli, facile confermarli) le transazioni al suo interno vengono inserite ufficialmente nel registro e viene generata una ricompensa in bitcoin per chi, appunto, è stato più veloce a verificare il blocco.

Perciò con “energia per un bitcoin” si intende la quantità di energia consumata per approvare una blocco di transazioni e di conseguenza per creare altri bitcoin (sempre meno).

consumo bitcoin e visa

Questi dati sono stati forniti da Digiconomist e mostrano il raffronto tra l’energia consumata da un singolo bitcoin rispetto al circuito Visa. Come si può vedere, una sola transazione della valuta digitale richiede 3 volte l’energia necessaria per 100 mila transazioni con Visa.

Nonostante per i dati Visa non sia stato tenuto conto dell’energia consumata dagli uffici/banche fisiche, ma solo di quella delle transazioni, il dato resta impressionante.

Nigeria , Danimarca, Islanda e Marocco sono solo alcuni esempi di stati che consumano la stessa energia giornaliera richiesta dal sistema Bitcoin.

Oppure, come dichiarato dalla società Morgan Stanley:

“l’energia consumata per ottenere un nuovo bitcoin è pari a quella usata in due anni da una famiglia americana media”

L’impatto energetico è perciò davvero alto. E la notizia che fa più preoccupare è che questo è in continua crescita, dovuto al fatto che ogni giorno ne vengono “coniati” di nuovi.

Come bitcoin inoltre, ne esistono migliaia. Ethereum e Ripple sono le due criptovalute più importanti dopo la loro regina e anche per loro è richiesta una continua fornitura di elettricità per garantire il funzionamento del sistema.

mining pool criptovalute
Mining Farm: Grossa azienda dedicata a creare criptovalute

Esiste davvero un problema energetico?

A primo impatto questi dati possono creare paura e preoccupazione. Tanta richiesta energetica equivale a un largo utilizzo di combustibili fossili e quindi aumento dell’inquinamento.

Tuttavia c’è chi prende anche le difese delle monete virtuali, come Marc Bevand, esperto di criptovalute, che nel 2016 ha scritto:

«considerare uno spreco energetico quello per le criptovalute vuol dire non riuscire a guardare il quadro complessivo delle cose»

Con questo intende che il bisogno energetico è solo una parte del grande sistema che gli gira intorno. Come un grande centro commerciale che richiede molta energia per poter garantire centinaia di servizi utili ai cittadini.

Vi è poi da considerare che ogni valuta corrente, quindi sia fisica che digitale, ha elevati costi derivati in termini di elettricità e impatto ambientale che vanno ben oltre il costo delle transazioni, come quelli per:

  • stampare ogni unità
  • trasportare e immagazzinare la cartamoneta
  • costruire depositi, banche e filiali
  • illuminare, riscaldare e mantenere questi ambienti

Perciò nella grande analisi energetita è da calcolare che anche i “classici” soldi sono tutt’altro che eco-sostenibili.

In ogni caso la questione sulle criptovalute rimane ancora aperta, in attesa della risposta alla grande domanda: in futuro saranno sostenibili?

Il Canone Rai va Pagato nella Seconda Casa?

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Facciamo chiarezza per capire come essere esenti dal pagamento del Canone Rai sulla seconda casa

L’argomento Canone Rai porta spesso con sé dubbi e perplessità riguardo il suo regolamento, specialmente dal 2016. Due anni fa è stato infatti inserito all’interno del pagamento automatico della bolletta energetica.

Questo è stato fatto per combattere l’elevata evasione della tassa e di conseguenza ha portato la possibilità ad abbassarne il prezzo.

Tuttavia rientrando tra le spese della bolletta si corre il rischio di andarlo a pagare più volte lungo il corso dell’anno. Una volta per ogni bolletta intestata a se stessi appunto.

E’ importante sottolineare che il regolamento del Canone Rai dice che:

“deve essere pagato una sola volta per ogni famiglia anagrafica, a prescindere dal numero di abitazioni possedute dai suoi membri, dal numero di contratti di fornitura di energia elettrica e dal numero di televisioni presenti nel (o negli) immobile/i”

In sostanza, non importa che tu abbia una o cento case: la tassa dovrà essere pagata un’unica volta.

1. Luce intestata al proprietario di entrambe le abitazioni

In questa situazione il proprietario di casa ha intestate a suo nome due bollette della luce, una per ogni abitazione.

Come dice il regolamento, il Canone Rai dovrà essere pagato una sola volta, nonostante si abbiano due utenze attive su due abitazioni diverse.

Sarà compito dell’Agenzia delle Entrate comunicare i giusti dati al gestore di energia. All’attivazione del contratto va infatti specificato all’Autorità se si tratta di prima o seconda casa e, nel secondo caso, la stessa si occupera di non includere la tassa televisiva nei costi da far fatturare al cliente.

Così facendo il pagamento verrà mantenuto unicamente sull’utenza della prima abitazione.

2. Luce non intestata al proprietario della prima abitazione

Tuttavia non è detto che la seconda casa sia intestata alla stessa persona e di conseguenza ci saranno due bollette, ognuna con un proprio intestatario.

La situazione vale in generale per i gradi di parentela, quindi ora consideriamo il caso di marito e moglie. A questo punto lo schema si dirama in due ulteriori categorie, ma nulla di complesso da capire.

Primo Caso

Marito e moglie:

  • hanno intestati una casa e un contratto energetico a testa
  • vivono nella stessa abitazione

Qui il Canone Rai dovrà essere pagato solo nella bolletta della prima casa, intestata quindi a uno dei due coniugi. Per evitare di vederlo addebitato anche sotto il secondo tetto è necessario compilare e inviare l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate.

Secondo caso

  • hanno intestati una casa e un contratto energetico a testa
  • vivono in differenti abitazioni

A queste condizioni non c’è nulla che si può fare: la tassa televisiva dovrà essere pagata due volte.

3. Azzerare il Canone Rai su ogni propria abitazione

azzerare canone rai scelgozero

Per l’esenzione del Canone Rai è possibile seguire una terza strada, anche più conveniente delle precedenti. Attraverso questo metodo si potrà infatti azzerare il Canone Rai sia dalla prima che dalla seconda casa.

La chiave è ScelgoZero.

Questo innovativo progetto nasce per aiutare sia privati che imprese a eliminare le spese:

  • della bolletta del gas
  • della bolletta della luce
  • di conseguenza anche del Canone Rai perchè compreso in bolletta

Con ScelgoZero il Canone Rai potrà diventare un lontano ricordo per tutta la vita.

Rincaro Luce e Gas da Gennaio: Scopri di più

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L’Autorità ha comunicato i Rincari di Luce e Gas sulla bolletta italiana: +5,3% sull’elettricità e +5% sul gas

L’associazione di tutela dei consumatori Adusbef aveva avvertito che dal 1° gennaio ci sarebbe stato un Rincaro Luce e Gas considerevole in bolletta. E così è avvenuto…

La società di consulenza Norisma Energia aveva fatto una stima prima dei dati ufficiali: +3,5% per l’elettricità e di +5% sul metano. Numeri rilasciati con il dubbio di aver esagerato con la crescita.

La realtà si è però rivelata peggiore delle ipotesi, con +5% sul gas e +5,3% sulla luce.

Crescita delle percentuali in bolletta porta +59 euro all’anno per famiglia

Questa è la cifra che è stata rilasciata dall’Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA, ex AEEGSI), basandosi sulle nuove percentuali.

Una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, per questo rincaro di luce e gas dovrà pagare:

  • +37 euro sull’elettricità, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi precedenti
  • +22 euro sul gas, con un aumento del 2,1% sempre rispetto ai precedentei 12 mesi

In complesso ci sarà quindi un rincaro totale di 59 euro medi sotto ogni tetto italiano. Tuttavia questi dati sono delle stime, tantochè l’Unione Nazionale Consumatori non si trova d’accordo.

Ha infatti calcolato +28 euro per la luce e +51 euro per il gas, per un totale di ben 79 euro.

Che sia il primo o il secondo caso, questo rincaro luce e gas è un peso importante, specialmente per i nuclei famigliari a basso reddito.

Tutti i motivi del Rincaro Luce e Gas

È bene precisare che la decisione dei prezzi non viene stabilita da uBroker o altri fornitori energetici italiani né tantomeno dall’ARERA.

Questo rincaro di luce e gas è stato causato da un insieme di fattori, come:

  • la ripresa dei consumi a livello nazionale
  • il blocco di molte centrali nucleari francesi che forniscono energia all’Italia
  • forte siccità dell’ultimo periodo che ha causato un rallentamento di produzione dell’energia idrolelettrica
  • Sul fronte gas, invece, l’up del prezzo è guidato dal generale aumento della domanda europea durante il periodo invernale. E ciò che accade nel mercato europeo accade anche a livello nazionale

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, si esprime così:

“gli aumenti delle tariffe sono del tutto sproporzionati e avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso”

Sarà quindi probabile aspettarsi una contromossa da parte dell’associazione di difesa dei consumatori, contrariati da questo pesante incremento.

 

Bolletta della Luce uBroker e non Solo: Ecco Tutti i Consigli per Risparmiare

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Risparmiare sulla bolletta della luce con uBroker è possibile, la regola chiave è Fare Attenzione

La bolletta può essere un vero nemico se diventa troppo alta.

uBroker consiglia che gestire i consumi è quindi molto importante per arrivare a fine mese con tutte le spese sotto controllo.

Come fare? Con i pratici suggerimenti offerti da uBrokersulla bolletta della luce, utili per abbassare la bolletta senza ridurre la qualità della vita.

Lampadine: vietate quelle alogene

L’impianto di illuminazione in una casa impatta circa del 12% sulla bolletta mensile. Su una bolletta di 150 euro perciò, quasi 20 sono solo di luce.

Ecco che è quindi conveniente attrezzarsi della miglior tecnologia sul mercato offerta oggi. Sono 3 le tipologie di lampadine più diffuse:

  • alogene
  • basso consumo
  • LED

Tra tutte la più efficiente è la LED. Ha una vita stimata tra le 40.000 e le 60.000 ore, mentre le sue avversarie vanno rispettivamente dalle 6.000 alle 15.000 per le basso consumo e dalle 2.000 alle 6.000 ore per le alogene.

Inoltre a parità di illuminazione, i consumi dei prodotti LED sono drasticamente ridotti: su 50.000 ore di utilizzo, un’alogena consuma 3.000 kW, mentre una LED appena 500 kW.

Elettrodomestici: dalla A in su

Su ogni elettrodomestico è presente un foglietto magico: l’etichetta del consumo.

Questa indica quanta energia richiede quell’apparecchio per funzonare. Più la lettera è lontana dalla A, più il prezzo sulla bolletta della luce sarà alto.

La miglior classe energetica ad oggi è la A+++. In caso di elettrodomestici da sostituire è bene appoggiarsi a questa classe per ridurre i consumi.

Basti pensare che un frigorifero di più di 10 anni fa consuma il 40% in più rispetto a uno recente.

Fotovoltaico: il risparmio che fa bene

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Investire nel fotovoltaico fa sorgere ancora i suoi dubbi: è efficiente? è troppo caro? dopo quando tempo risparmio?

Ad oggi si può dire che conviene davvero.

Nel 2017 era previsto un credito Irpef del 50% sulla spesa dell’impianto, rimborsata lungo 10 anni. È probabile che questo incentivo sia presente anche nel 2018.

I risparmi sono più che evidenti per due motivi:

  • l’energia prodotta non viene pagata perchè deriva dal Sole
  • l’energia in eccesso viene immessa nella rete energetica e questo porta dei guadagni

uBroker consiglia anche…

  • limitare lo stand-by, anche lui giorno dopo giorno porta consumi, fino ad arrivare a 50 euro l’anno. affidarsi quindi a ciabatte con interruttore
  • è bene aprire poco forno, frigorifero e freezer in funzione e tenere lontani da fonti di calore gli utlimi due. Risparmiare in cucina è facile ed efficace
  • staccare sempre i caricatori inutilizzati, consumano anche senza un apparecchio collegato
  • TV LED e OLED consumano meno di Lcd e plasma, così come i notebook hanno bisogno di meno energia del pc fisso

Con questa piccola guida sarà possibile risparmiare centinaia di euro all’anno sulla bolletta della luce. E per avere un risparmio completo è bene imparare a gestire la bolletta del gas.

5 Buone Regole per Risparmiare sul Riscaldamento

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Risparmiare sul riscaldamento è possibile con i consigli di uBroker, senza mai rinunciare alla qualità

uBroker sa che avere una casa calda è sempre piacevole durante il freddo inverno. Questo però porta spesso a un importante aumento del prezzo sulla propria bolletta.

Perciò vuole dare degli utili consigli ai consumatori per mantenere una piacevole temperatura senza pagare troppo a fine mese.

Ecco quindi 5 buone regole da seguire per stare caldi risparmiando con uBroker.

1. Caldaia

La verità è che il cuore pulsante del calore in casa è la caldaia – per chi non usufruisce del riscaldamento centralizzato. Una caldaia in salute porta efficienza e garanzia ed è quindi consigliabile fare la pulizia annuale e la prova dei fumi prima dell’arrivo del periodo freddo.

Valutare poi se è arrivato il momento di sostituirla con un modello più recente. Si tratta sicuramente di una spesa importante, ma è bene considerare che si avrebbe un aumento di efficienza energetica, abbassando il consumo e quindi il prezzo della bolletta.

2. Abitazione ben isolata

La scelta migliore è dire NO agli spifferi e SI’ all’impiego di doppi vetri. Tutti gli infissi con qualche collegamento indesiderato verso l’esterno riducono l’isolamento per via del ricircolo naturale dell’aria.

Silicone e paraspifferi sono degli ottimi mezzi per evitare questo fastidioso problema. I doppi vetri alle finestre garantiscono poi un ottimo isolamento dall’esterno, perciò nonostante il loro prezzo maggiore, il riscaldamento dovrà lavorare molto meno.

3. Valvole termostatiche

Serve davvero a poco riscaldare tutte le stanze se dobbiamo usarne solo alcune, o se addirittura in casa non c’è nessuno.

L’installazione delle valvole termostatiche permette di avere un controllo completo su tutti i termosifoni della propria abitazione. In questo modo alcune stanze non utilizzare potranno far risparmiare energia.

Inoltre sarà possibile scegliere una temperatura diversa per ogni termosifone e, una volta raggiunta, verrà mantenuta senza aumentare o diminuire.

4. Termostato smart

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La tecnologia migliora la vita in molti modi, anche sul fronte riscaldamento.

Il termostato intelligenze permette di impostare delle fasce orarie per l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento, anche con programmazione settimanale.

Il tutto controllabile da remoto direttamente dal proprio smartphone grazie all’app dedicata.

Il più famoso tra questi termostati è sicuramente quello Nest del marchio Google. Sul mercato tuttavia ne sono presenti molti: è bene informarsi per scegliere il più adatto alle proprie esigenze.

5. La giusta temperatura

Tenere il piumino in salotto non è salutare tanto quanto girare in maglietta e infradito.

Il parere concorde è quello di impostare una temperatura di circa 20 gradi nelle stanze utilizzate durante la settimana. Ogni grado in più aumenta il consumo complessivo dell’8%!

Inoltre anche il caldo porta la malattia: l’aria secca riscaldata è un buon ambiente per la proliferazione di virus e batteri. Una felpa pesante e calze lunghe sono quindi amici del risparmio e della salute.

Anche con questi utili suggerimenti uBroker spera di portare un risparmio nelle case degli italiani lungo tutto l’inverno.

 

La Prima Nave Senza Pilota

La Prima Nave Senza Pilota

I Mezzi di Trasporto a Guida Autonoma sono il Futuro

La tecnologia compie passi da gigante. Di conseguenza, lo sviluppo di veicoli a senza pilota ne segue il progresso.

L’innovazione ora spetta al campo nautico: una nave cargo elettrica ed interamente autonoma.

Il progetto e lo sviluppo nasce dalla collaborazione di:

  • Kongsberg, multinazionale nel campo nautico, digitale e anche militare
  • YARA, compagnia norvegese di fertilizzanti

Il mezzo sarà chiamato Yara Birkeland. Il nome arriva dall’omonima ditta e dal cognome del celebre fisico norvegese Kristian Birkeland, nonché fondatore stesso di YARA.

Inaugurazione

Lo scioglimento delle ancore è previsto nel 2018. Tuttavia in questo primo anno di vita sarà previsto un equipaggio per assicurarsi il corretto funzionamento.

L’anno successivo il personale di bordo manterrà i piedi per terra. In tutto il 2019 infatti l’imbarcazione verrà pilotata attraverso un controllo remoto come un drone.

Infine, nel 2020, se le due fasi precedenti risulteranno positive, la nave acquisirà pieno controllo di se stessa, in totale autonomia.

Vantaggi

In primo luogo si avrà un investimento con successivo abbattimento sul prezzo. Al momento è necessario rifornire ed equipaggiare più di 100 camion al giorno.

Con questi la ditta YARA trasporta la propria merce dallo stabilimento di Porsgrunn ai porti di Brevik e Larvic.

L’immediata conseguenza è un impatto ambientale decisamente ridotto. Si eliminano infatti le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e di anidride carbonica (CO2), a favore di un’alimentazione elettrica pulita.

Ultimi (ma non ultimi) vantaggi sono una netta riduzione di traffico sulle vie norvegesi e, quindi, un calo di incidenti stradali.

Perciò i vantaggi sono per tutti!

“Attraverso il trasporto di container da terra a mare, Yara è l’inizio di un importante contributo per rispettare gli obiettivi di impatto ambientale nazionale e internazionale. Questo nuovo concetto è anche un gigante passo verso la crescita del trasporto via mare in generale.”

Geir Håøy, CEO di Kongsberg, si esprime così riguardo il progetto dell’azienda, valutandolo come un ottimo imvestimento sia ambientale che economico.

Non resta quindi che attendere il 2020 per poter assistere pubblicamente alla prima guida totalmente autonoma da parte di una nave.

Sarà un altro passo avanti verso l’eliminazione dei combustibili fossili e il progresso dell’energia rinnovabile.